A Sesto San Giovanni una strada porta il suo nome dal 1947, ma la sua storia affonda le radici in uno dei periodi più bui del secolo scorso. Il 14 aprile 1926 moriva Giovanni Rabino, dipendente comunale e segretario dell’ente, stroncato dalle ferite riportate due giorni prima in un’imboscata fascista.
Nato a Santo Stefano Belbo nel 1877, Rabino era un uomo delle istituzioni e un militante del PSI. Capitano dell'Esercito decorato con la Medaglia d’Argento nella Grande Guerra, dedicò la sua vita civile ai più fragili: reduci, invalidi e orfani lo chiamavano "l'avvocato dei poveri" per la sua instancabile difesa dei diritti dei lavoratori.
La sua morte non fu un episodio isolato, ma il culmine di una stagione di violenze che colpì duramente il tessuto civile sestese. Insieme a lui ricordiamo il sacrificio di Battista Montanari, segretario della Camera del Lavoro, di Giordano Garbellini, operaio, e le persecuzioni subite da tanti oppositori, tra i quali Guido Cerretti, segretario della Lega Inquilini di Sesto.
Per approfondire una pagina cruciale della nostra storia cittadina, la Fondazione Isec, insieme alle RSU dei dipendenti del Comune di Sesto San Giovanni, alla FP CGIL, all'Anei Sesto, all'Anpi sezione 340 Martiri e all'Archivio del Lavoro, promuove il convegno “1926, l’inizio della notte. Sesto San Giovanni e il regime fascista."
L’incontro, frutto di nuove ricerche d’archivio condotte tra Sesto San Giovanni, Milano e Cuneo, si terrà a Sesto a giugno 2026. Insieme a studiosi ed esperti, analizzeremo i meccanismi che portarono alla fine delle libertà democratiche e alla costruzione del regime fascista nel contesto urbano di Sesto San Giovanni. Un'occasione per indagare come la violenza politica e il controllo delle istituzioni abbiano trasformato radicalmente il volto e la vita della nostra città e dell'intera nazione.